In una conca al centro delle valli ossolane, lasciando le sponde del Lago Maggiore si trova Domodossola.Cittadina che sfiora i 20.000 abitanti, ha una intensa vita commerciale, resa assolutamente originale dal tradizionale e antichissimo mercato del sabato, frequentato dalle popolazioni valligiane e dalla vicina Svizzera.Cuore del centro storico & la Piazza del Mercato, irregolare, circondata da portici e logge e da case erette tra il XVI e il XIX secolo.
Il territorio circostante é un fascino infinito e multiforme di natura rigogliosa e incontaminata, di paesaggi sconfinati, di arte millenaria, di cultura che trova la sua piú viva espressione nel ricco folklore locale, nel prezioso artigianato, nella gustosa e sana gastronomia di montagna.
Estate inverno offrono equivalenti possibilitá di piacevoli soggiorni.Particolarmente allettanti le escursioni, in ogni periodo dell' anno, alla scoperta di scenari naturalistici incontaminati come l'Alpe Veglia, il Monte Rosa, la Val Grande, i colori della natura, la purezza primordiale di decine di laghi alpini, sono gli elementi di un 'paradiso perduto' che qui si lascia ritrovare.
DOMODOSSOLA (English Version)
Right in the middle of Ossola Valley, leaving the banks of Lago Maggiore, you'll find Domodossola.
With its 20.000 inhabitants,Domodossola is a country town with great commercial life, thanks to the Saturday market, traditional and ancient, always crowded with people coming from the neighbouring valleys and Switzerland.In the heart of the historic centre, Piazza del Mercato has a historical background and is surrounded by porches, arcades and homes built between XVI and XIX centuries.
By night, the Piazza lights make a rather comforting and relaxing feel, where you can enjoy a few drinks and watch the steady paced italian life go by,The newer part of Domodossola hosts its mant bars and shops, and is fronted by the large station building, where you will find regular trains to and from Milan, and the other direction to Switzerland, ideal for day trips.
Teatro Galletti
Già dal 1849 a Domodossola operava un piccolo teatro filodrammatico, insufficiente al bisogno culturale della città. Grazie ad un generoso contributo economico elargito da Gian Giacomo Galletti l’amministrazione comunale decise di utilizzare l’area sovrastante al nuovo porticato in Piazza Mercato per la costruzione di un nuovo Teatro sociale. Nel 1873 fu dato incarico progettuale al geometra Vincenzo Bianchi, ma solo nel 1878 fu approvata la costruzione del teatro e i lavori poterono iniziare. L’architetto Camillo Riccio nel 1877 e, in modo più incisivo, l’ingegnere Giorgio Stiglio nel 1881, intervennero con progetti di compimento per la platea e la galleria. Il nuovo teatro fu inaugurato la sera dell’8 aprile 1882. Alla fine degli anni ‘70 sono stati eseguiti lavori di ristrutturazione e di rifacimento. Il Teatro comunale Galletti ha una capienza massima di 240 persone.
English Version: From 1849, Domodossola operated a small amateur dramatic theater, which was insufficient to the cultural need of the town.
Thanks to a generous economical contribution lavished from Gian Giacomo Galletti, the local government decided to use the immediate area in the new arcade in Piazza Mercato (Market square), for the construction of a new social Theater.
In 1873 it was given assignment progettuale to the surveyor Vincenzo Bianchi, but it was not until 1878 the construction of the theater was approved and the intense activities could begin.
Architect Camillo Riccio in 1877 and, in more incisive manner, engineer Giorgio Stiglio in 1881, cooperated with projects of completion for the public and the arcade.
On the evening of the 8 April 1882, Teatro Galletti was inaugurated born.
Towards the end of the 70's, intense activities of reorganization and of refurb were carried out.
'Teatro Galletti' has a capacity of 240 persons, which today hosts a variety of Live concerts, theatrical events, and also conferences and meetings.
The location of the theatre in 'Piazza Mercato' is a wonderful picture of the past, enjoy a coffee, and time never moving on, and always remaining within the history of the buildings that remain.